| Confezionamento | Bottiglia (75cl) |
|---|---|
| Tipo | Vini |
| Colore | Rosso |
| Annata | 1962 |
| Paese | Italia |
| Tipo di Denominazione | DOC |
| Regione | Piemonte |
| Denominazione | Barolo |
| Tenuta | Giacomo Borgogno |
| Cuvée | Riserva |
| Fase attuale |
Declino
|
*I valori visualizzati qui sono stime fornite dagli utenti dell'app Viniou e non rappresentano un'offerta di vendita.*
| Bottiglia (75cl) | |
| 2026 | 400,00 € |
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Gioventù
1962 - 1969
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Maturità
1970 - 1981
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Apice
1982 - 2001
|
Declino
2002 - 2061+
|
| Vitigno | Percentuale |
|---|---|
| Nebbiolo | 100 % |
Il Barolo DOC 1962 di Giacomo Borgogno rappresenta una delle più grandi espressioni del vino piemontese, prodotto esclusivamente con uve Nebbiolo, provenienti dai migliori vigneti della zona. Questo millesimo, una storica cuvée Riserva, testimonia l’abilità della casa Borgogno nell’affinamento e nella conservazione. Dopo una vinificazione tradizionale, con fermentazioni lunghe e affinamento in grandi botti di rovere, questo Barolo ha sviluppato una complessità aromatica ineguagliabile, con note che spaziano dal tartufo al cuoio, dalla rosa appassita alle spezie dolci, accanto a sentori terziari di tabacco e sottobosco. Al palato emerge una struttura elegante, tannini finemente levigati e un’armonia tipica dei grandi Nebbioli ben evoluti, con una persistenza gustativa profondissima.
Il Barolo nasce nelle colline di Langhe, un territorio unico per clima e suolo. Il microclima piemontese alterna inverni rigidi a estati calde con notevoli escursioni termiche, consentendo una maturazione lenta e sottile dell’uva. I terreni argillosi e calcarei donano ai vini eleganza e longevità. La storia del Barolo si intreccia con l’aristocrazia sabauda, che già nell’Ottocento lo considerava il “vino dei re”, grazie alla sua capacità di invecchiamento straordinario.
Per valorizzare appieno questa vecchia annata, suggerisco accostamenti gastronomici di grande pregio. Sono ideali le carni rossi brasate, come il brasato al Barolo, il capretto al forno, la selvaggina in salmì e formaggi stagionati piemontesi come il Castelmagno. Anche piatti tradizionali come il bollito misto alla piemontese o i tajarin al sugo di arrosto possono esaltare la complessità di questo vino.
Raccomando di aprire la bottiglia con grande attenzione, possibilmente decantando leggermente per separare eventuali depositi. Servila a una temperatura compresa tra i 18 e i 20°C, in calici ampi che favoriscano l’ossigenazione e l’emergere dei profumi terziari tipici delle vecchie annate di Barolo. Questo vino saprà regalare un’emozione autentica e irripetibile.
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