| Confezionamento | Bottiglia (75cl) |
|---|---|
| Tipo | Vini |
| Colore | Rosso |
| Annata | 1996 |
| Paese | Italia |
| Tipo di Denominazione | IGT |
| Regione | Sardegna |
| Denominazione | Sardegna |
| Tenuta | C.S. Gallura |
| Cuvée | Karina Nebbiolo Colli del Limbara |
| Fase attuale |
Declino
|
*I valori visualizzati qui sono stime fornite dagli utenti dell'app Viniou e non rappresentano un'offerta di vendita.*
| Bottiglia (75cl) | |
| 2026 | 45,00 € |
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|
Gioventù
1996 - 1999
|
Maturità
2000 - 2005
|
Apice
2006 - 2015
|
Declino
2016 - 2030+
|
| Vitigno | Percentuale |
|---|---|
| Nebbiolo | 100 % |
La Cuvée Karina Nebbiolo Colli del Limbara 1996 della Cantina Sociale Gallura rappresenta un'espressione rara e suggestiva del Nebbiolo in un contesto decisamente insolito: la Sardegna. Proveniente dalla zona montuosa dei Colli del Limbara, questo vino rosso secco nasce da un vitigno piemontese d'eccellenza, qui acclimatato in terra isolana. Il millesimo 1996 racconta la capacità di invecchiamento del Nebbiolo che, in queste condizioni, sviluppa profumi evoluti e un sorso complesso. La vinificazione attenta esalta le caratteristiche varietali: colore granato, note di frutta in confettura, ricordi di rosa appassita, humus e spezie dolci, tannini smussati dal tempo e una freschezza sorprendente che sostiene l’equilibrio gustativo.
La Sardegna, seppur associata ai grandi bianchi e ai rossi autoctoni come il Cannonau, offre con i Colli del Limbara un ambiente unico. Qui, suoli granitici e un microclima influenzato sia dal mare che dalle altitudini conferiscono ai vini una mineralità e una complessità distintive. La storia vitivinicola dell’isola è antica, con influenze fenicie e spagnole, ma questa interpretazione del Nebbiolo dimostra la versatilità dei suoi territori e la volontà di sperimentare delle sue cantine.
Questa cuvée si abbina magnificamente a piatti dal carattere deciso: agnello arrosto alle erbe aromatiche, capretto al forno e pecorino stagionato rappresentano scelte eccellenti, così come gli stufati di cinghiale tipici della Sardegna interna. Per un abbinamento territoriale autentico, si può provare con il prosciutto di montagna e i primi piatti ricchi di ragù o sughi di selvaggina.
Si consiglia di degustare questa bottiglia a una temperatura di 18-20°C, dopo un’eventuale decantazione per consentire ai profumi di aprirsi pienamente. Un vino che, a distanza di anni, regala emozioni inaspettate e una straordinaria testimonianza dell’incontro tra vitigni e territori diversi.
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