| Confezionamento | Bottiglia (75cl) |
|---|---|
| Tipo | Vini |
| Colore | Rosso |
| Annata | 2016 |
| Paese | Italia |
| Tipo di Denominazione | DOC |
| Regione | Piemonte |
| Denominazione | Piemonte |
| Tenuta | Giuseppe Cortese |
| Cuvée | Barbaresco - Rabajà |
| Fase attuale |
Apice
|
*I valori visualizzati qui sono stime fornite dagli utenti dell'app Viniou e non rappresentano un'offerta di vendita.*
| Bottiglia (75cl) | |
| 2026 | 95,00 € |
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Gioventù
2016 - 2019
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Maturità
2020 - 2024
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Apice
2025 - 2033
|
Declino
2034 - 2045+
|
| Vitigno | Percentuale |
|---|---|
| Nebbiolo | 100 % |
Il Barbaresco Rabajà 2016 della cantina Giuseppe Cortese è un vino rosso piemontese di grande eleganza e carattere. Prodotto esclusivamente da uve Nebbiolo, questo cru nasce da uno dei vigneti più celebrati del Barbaresco, il Rabajà, che gode di una esposizione ottimale e suoli ricchi di marne calcaree, conferendo struttura, profondità e complessità ai vini. La vendemmia 2016 spicca per la sua eccellente qualità, grazie a una stagione climatica equilibrata che ha permesso alle uve di giungere a maturazione con un perfetto equilibrio tra zuccheri, acidità e tannini. La vinificazione tradizionale prevede una lunga macerazione sulle bucce e un affinamento in grandi botti di rovere, elementi che contribuiscono a sviluppare aromi raffinati e una trama tannica precisa.
Il territorio del Barbaresco, situato nel cuore delle Langhe, è caratterizzato da un microclima unico, influenzato dalla vicinanza del fiume Tanaro e dalle alture circostanti. I suoli, prevalentemente calcareo-argillosi, sono ideali per il Nebbiolo, che qui si esprime con finezza ed eleganza. La storia vitivinicola di questa zona è antica e prestigiosa: il Barbaresco fu riconosciuto come denominazione nel 1966 e oggi rappresenta una delle massime espressioni enologiche italiane. La profonda conoscenza dei vigneti trasmessa da generazioni permette a produttori come Giuseppe Cortese di interpretare al meglio il potenziale straordinario del cru Rabajà.
Per accompagnare un Barbaresco Rabajà 2016, si consigliano piatti ricchi e strutturati che possano valorizzare la sua complessità. Ottimo con brasato al Barolo, agnolotti del plin al sugo d’arrosto, tajarin al tartufo bianco, o formaggi stagionati come il Castelmagno. Gli aromi di rosa appassita, ciliegia, liquirizia e note terrose sposano splendidamente carni rosse, selvaggina e preparazioni a base di funghi.
Per la degustazione, si raccomanda di stappare la bottiglia almeno un’ora prima e di servirlo in calici ampi, alla temperatura ideale di 18-20°C, in modo da apprezzarne appieno raffinatezza e complessità.
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