| Confezionamento | Bottiglia (75cl) |
|---|---|
| Tipo | Vini |
| Colore | Rosso |
| Annata | 1967 |
| Paese | Italia |
| Tipo di Denominazione | DOC |
| Regione | Piemonte |
| Denominazione | Barolo |
| Tenuta | Dini G. e Figli |
| Cuvée | Riserva Vinificato |
| Fase attuale |
Declino
|
*I valori visualizzati qui sono stime fornite dagli utenti dell'app Viniou e non rappresentano un'offerta di vendita.*
| Bottiglia (75cl) | |
| 2026 | 110,00 € |
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Gioventù
1967 - 1971
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Maturità
1972 - 1981
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Apice
1982 - 2006
|
Declino
2007 - 2036+
|
| Vitigno | Percentuale |
|---|---|
| Nebbiolo | 100 % |
Il Barolo DOC 1967 Dini G. e Figli è una cuvée riserva vinificata da una delle denominazioni più prestigiose dell’Italia vinicola. Ottenuto principalmente da uve Nebbiolo, vitigno autoctono piemontese, questo Barolo testimonia un millesimo di grande fascino, in particolare per chi sa apprezzare i vini maturi e le loro complesse sfumature evolutive. Le uve, raccolte su colline di marne calcareo-argillose, subiscono tradizionalmente una prolungata macerazione e un affinamento in grandi botti di rovere, procedimento che consente al vino di sviluppare aromi inconfondibili di cuoio, tartufo, sottobosco e spezie, tipici delle grandi riserve di Barolo. Il colore, a questa età, vira verso il granato con riflessi aranciati, mentre il bouquet si apre con sentori di viola appassita, tabacco, liquirizia e note eteree.
Il Barolo nasce nel cuore delle Langhe, regione collinare del Piemonte riconosciuta patrimonio UNESCO per la sua cultura vitivinicola plurisecolare. Il clima è continentale, con inverni freddi e nebbiosi ed estati calde, ma mitigate dall’altitudine. I terreni composti da marne calcaree e argille assicurano eleganza e struttura ai vini. La storia del Barolo si intreccia con quella delle grandi famiglie sabaude e della nobiltà italiana, affermandosi come il “re dei vini e vino dei re”.
Data la classe di questo vino, si presta perfettamente ad abbinamenti con piatti tipici piemontesi come brasato al Barolo, tajarin al tartufo bianco, fonduta o risotto ai funghi porcini. Ottimo anche con formaggi stagionati come il Castelmagno o con selvaggina in umido, piatti capaci di tenere testa alla struttura e alla complessità aromatica del vino.
Per la degustazione di un Barolo così maturo, consiglierei di lasciarlo riposare almeno un’ora dopo la stappatura e servire tra 18 e 20°C. Un ampio calice ballon permetterà di apprezzare tutta la profondità olfattiva e la carezzevole trama tannica che solo una lunga evoluzione può donare.
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